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#Cultura&Arte

Conoscenza, Espressione, Comunicazione

 

In carcere la Fenice rinasce dalle proprie ceneri

Un’opera d’arte può dare un po' più di colore alla vita dei detenuti.

E’ ciò che è successo a Rebibbia, precisamente nell’area verde della III casa circondariale del carcere. In quel punto si ergeva un muro alto, grigio e triste. Oggi quel muro ospita un’opera d’arte che regala emozioni: una splendida fenice di 30 metri in lunghezza e 4 metri in altezza.

La fenice è simbolo di risurrezione, di rinascita, sentimento che vive nelle menti di alcuni detenuti e che attende il giorno in cui potrà ancora spiccare il volo, in cui potrà avere un a nuova opportunità.

Uno degli aspetti più affascinanti di questa vicenda risiede proprio nelle modalità di realizzazione dell’opera: gli autori sono stati gli stessi detenuti che hanno dato vita ad un progetto nato proprio per loro.

Tutto questo è stato reso possibile grazie alla creatività di Solo, street artist romano, ed alla progettazione sviluppata dalla psicologa Martina D'Andrea.

Attraverso il crowdfunding è stato possibile recuperare un migliaio di euro con cui provvedere allo stucco del muro e all’acquisto di bombolette spray.

Il progetto, figlio di una street art romana sempre più in crescita, è stato completato in 6 mesi e mira a comunicare che il tempo che si trascorre in carcere può essere orientato alla libertà.

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Giulio

Street artist - "Molto spesso l'arte è intorno a noi, ma noi la ignoriamo"

 

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